La Bibbia non la condanna (e neanche la cita chiaramente). Cristo nemmeno. La colpa è stata inventata dopo, dall’uomo.
(articolo vecchio rivisto e migliorato con fonti storiche)
Avevo 12 anni e facevo le medie in un istituto fondato da preti. Ricordo ancora con che rigore ci insegnavano che il divieto di masturbarsi andava considerato come undicesimo comandamento. Stare lontano dal sesso, secondo loro, era vitale. Il sesso era “satana”. Ma ero un ragazzino e ci credetti; mi rovinai. Anzi, mi rovinarono loro facendomi sentire in colpa.
A testimonianza che ancora oggi la posizione di certi preti e frati non è cambiata, metto qui sotto un video montato da me ma con testo originale dei Frati Dimond, dal sito vaticanocattolico.com.
È piuttosto allucinante.
Premetto una cosa. Credo fermamente che Dio esista. Penso però che molto del Cristianesimo tradizionale sia stato riscritto e modificato nei secoli a favore del clero nascente, non della verità.
E allora penso. Penso ai secoli bui del tardo Medioevo, ai tempi della Santa Inquisizione, quando gli inquisitori torturavano la gente accusandola di stregoneria e la bruciavano viva. Spesso erano innocenti, colpevoli solo di quello che le torture li costringevano a dire. Metti una pistola alla tempia a un uomo e quello dirà qualsiasi cosa pur di sopravvivere. Vera o falsa che sia.
Erano esperti di tortura, legittimati dalla Chiesa e dal Papa in persona, e non conoscevano pietà. Per loro eliminare il peccatore era un atto di fede.
Come se Cristo, in un comandamento che non esiste, avesse detto di ammazzare chiunque commetta peccato.
Invece Cristo disse: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!”
Eppure, fu un macello che andò avanti per secoli. In nome della fede in Cristo, ma in realtà contro Cristo.
Il peccato che non esiste
Voglio parlare di uno in particolare, tra i tanti peccati. Una cosa sempre taciuta e nascosta,
la masturbazione.
Nel Medioevo era quasi una condanna. Venivi punito a pane acqua e preghiere, anche solo se ti aggiustavi i pantaloni all’altezza dei genitali, come quando ti stanno un po’ stretti e cerchi di accomodarti. Quindi se volevi masturbarti, tanto valeva farti rinchiudere preventivamente.
Scusate, ho sbagliato, ho detto “volevi”, come se la masturbazione fosse una cosa che ci hanno insegnato. In realtà è un istinto basilare dell’essere umano, che fa parte anche dell’atto sessuale in coppia vero e proprio. Farlo da soli serve (ma non solo) a conoscere meglio la propria sessualità, e quindi a rendersi conto che siamo fatti anche per procreare.
“Crescete e moltiplicatevi” non lo disse la Santa Inquisizione. Lo disse Dio ad Adamo ed Eva.
Cosa dice davvero la Bibbia. NIENTE!
Non voglio andare contro Cristo. Ma nella Bibbia non c’è niente che parli della masturbazione in modo specifico ed esplicito.
L’episodio di Onan, quello che molti citano, secondo la maggior parte degli studiosi riguarda tutt’altro. Onan non si masturbava, praticava il coito interrotto e rifiutava di dare una discendenza al fratello morto, violando la legge del levirato. A dirlo non è un anticlericale ma è Simone Venturini, biblista che insegna Esegesi del Pentateuco alla Pontificia Università della Santa Croce, in Vaticano. E la stessa lettura è di Nahum Sarna, uno dei massimi studiosi di Bibbia ebraica.
La condanna esplicita arriva dopo, creata dall’uomo. E ancora oggi il Catechismo la ribadisce, definendo la masturbazione “un atto intrinsecamente e gravemente disordinato” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2352 — testo ufficiale).
Curioso. Lo stesso paragrafo ammette che “l’immaturità affettiva, la forza delle abitudini contratte, lo stato d’angoscia, possono ridurre la colpevolezza al minimo”. Quindi sanno pure loro che è un istinto naturale stampato nel DNA umano e che farne un dramma è assurdo. Ma il messaggio che passa è sempre lo stesso. Sporcizia, colpa, peccato.
L’obiezione vera (e perché non regge)
E qui arriva il cattolico colto, quello che non casca nella trappola di Onan: «Va bene, la Bibbia tace. Ma noi non ci basiamo sulla Bibbia. Ci basiamo sulla legge naturale che dice che l’atto sessuale ha una finalità, la procreazione, e la masturbazione la tradisce».
Obiezione seria. Peccato che si smonti da sola.
- Se la finalità dell’atto è procreare, allora anche il sesso coniugale in un periodo non fertile “tradisce” la stessa finalità, e nessuno lo vieta.
- Se il fine fosse solo quello, Dio ci avrebbe fatto eiaculare per dovere, non ci avrebbe messo sopra un piacere così grande e gratuito, che esiste anche quando non c’è nessun figlio in arrivo. È come se il Creatore avesse messo un premio su una cosa e poi ci ordinasse di non ritirarlo mai.
La masturbazione è un istinto che Dio stesso ci ha dato. PUNTO.
E il corpo ci dà ragione
A parte la procreazione, il sesso solitario o in coppia fa bene.
L’orgasmo libera endorfine, legate al buonumore, e ossitocina, un ormone che agisce da antidolorifico naturale e favorisce il legame di coppia e la socializzazione (studio sull’ossitocina e l’orgasmo, NIH). Riduce lo stress, aiuta a dormire la sera o dà energia se lo fai la mattina.
Alcune ricerche minori, invece, suggeriscono possa rafforzare le difese immunitarie (Cleveland Clinic).
Dove i numeri sono solidi, però, è altrove. Negli uomini, un grande studio su quasi 32.000 persone ha trovato che chi eiaculava più spesso aveva meno diagnosi di tumore alla prostata, soprattutto nelle forme a basso rischio. E molte donne riferiscono sollievo dai dolori mestruali. Qui la ricerca è meno solida. Uno degli studi più citati è stato promosso da un’azienda di sex toy, quindi va preso con le molle, ma il sollievo è riferito da tantissime donne (studio “menstrubation”).
E l’elenco potrebbe continuare. Fatto sta che NON fa male.
E allora dov’è il demonio?
Se il sesso (anche in solitaria) è un dono di Dio, non ha effetti colaterali, può solo far bene a te e alla coppia in generale, vogliamo far finta che non esista? Sarebbe come uccidere una parte di noi. Non puoi bloccare un istinto.
E per noi credenti, crediamo davvero che Dio non sapesse dei benefici della masturbazione, e volesse negarcela per farci soffrire?
Il sesso non è un’opzione che possiamo deselezionare a piacimento. È radicato in ogni individuo. Non è una colpa. Sradicarlo significa alienare l’essere umano e renderlo qualcos’altro. Non più umano, né sano.
Se non ne siete convinti, provate a non masturbarvi e a non farvi masturbare mai, escludendo anche qualsiasi rapporto sessuale, per lungo tempo. Poi ne riparliamo. E insegnate a fare altrettanto ai vostri figli, così, tanto per rovinargli la vita e castrarli fin da giovani.
Il desiderio è parte di ciò che siamo. E allora perché per secoli abbiamo insegnato a vergognarsene?
Non è un’invenzione di ieri
E attenzione: non stiamo parlando di una fissazione recente. La condanna parte già dai Padri della Chiesa. Agostino, Girolamo, passa per Tommaso d’Aquino e arriva dritta al Catechismo di oggi.
Ma il vero panico è scoppiato dopo, tra Settecento e Ottocento. Nel 1715 a Londra uscì un opuscolo anonimo, Onania, che descriveva la masturbazione come “abominevole” e piena di “terribili conseguenze”. Da lì è stata una valanga. I medici vittoriani, Kellogg, in testa, (si quello dei corn flakes) raccontavano che masturbarsi portava a cecità, epilessia, demenza e persino alla morte (storia della masturbazione, approfondimento medico).
Ecco. Per secoli ti hanno fatto credere di essere malato per una cosa normalissima e naturale.
Prima di Cristo, il sesso era sacro
Nei secoli prima di Cristo si venerava la donna come una Dea, perché era lei a partorire e a garantire la sopravvivenza della specie. Si equiparava la fertilità della donna alla fertilità della terra, e si onorava l’atto sessuale quanto la masturbazione e lo spargimento del seme. Era un gesto sacro, un rituale propiziatorio per una vita sana e gioiosa (il culto della Grande Madre e le nozze sacre).
Poi tutto questo venne stravolto. Con l’arrivo di una morale che del corpo ha fatto un problema, del piacere una colpa, e della donna quasi un difetto di fabbrica. Non è un caso che una sessualità libera e non riproduttiva spaventasse tanto. Controllare il corpo significa controllare gli umani.
Il punto che non capiscono
La masturbazione non fa male a nessuno e non è nemmeno un gesto egoista, come tanti preti ancora oggi la accusano. Anzi, uno si masturba proprio perché prova desiderio dell’altro, vorrebbe unirsi con l’altro e godere con e dell’altro. Ma se si è soli, non si può comunque esimersi dal farlo.
Ed è proprio il desiderare tale unione che ti porta al piacere, non il contrario.
Se fosse solo piacere egoistico, e non anche il voler incontrarsi con un’altra persona, sarebbe una cosa ben diversa. Non avrebbe né capo né coda. Inizierebbe e morirebbe lì. E invece sappiamo che così non è.
Chi ha imparato a sentirsi sporco, sbagliato, in colpa per qualcosa di naturale, soffre. E con quale coraggio lo insegniamo ancora ai giovani?
È ora di finirla!
Manda questo articolo a un quindicenne, se hai coraggio. Aggiungici anche questo breve “annuncio”.
Fonti
- Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2352 — vatican.va
- Simone Venturini, biblista (Pontificia Università della Santa Croce) — su Onan e il levirato
- Nahum Sarna (via Wikipedia, Sesso nella Bibbia)
- Rider et al., European Urology / Boston University — eiaculazione e rischio prostata
- The orgasmic history of oxytocin — NIH/PMC
- Cleveland Clinic — benefici del sesso
- Studio “menstrubation” — dolori mestruali
- Wikipedia, Storia della masturbazione + esanum — il panico vittoriano
- Wikipedia, Grande Madre — culti di fertilità precristiani

